Unione del lavoratori contro il potere sicuritario razzista e militarista
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UNIONE DEI LAVORATORI ITALIANI ED IMMIGRATI
CONTRO IL POTERE SICURITARIO RAZZISTA E MILITARISTA
E LA SUA RUOTA DI SCORTA REMIGRAZIONISTA
Porte aperte ai lavoratori, alle lavoratrici, ai giovani immigrati. Rilascio immediato del permesso di soggiorno ad ogni immigrato/ata presente sul territorio nazionale. Abolizione della normativa sul divieto dei soccorsi in mare e sul “blocco navale” dei porti italiani in nome della cosiddetta sicurezza nazionale. Nessuna discriminazione e parità salariale sui posti di lavoro e nell’accesso ai servizi sociali.
Respingere con fermezza la politica repressiva e militarista della marcia borghesia italiana, costruendo il fronte proletario contro l’apparato di potere sicuritario e la sua ruota di scorta dello squadrismo fascio-leghista, che prova a prendersi le piazze.
Non lasciarsi trascinare nel macello bellico, cui porta la politica sovranista, espansionistica del governo.
Collegare gli organismi di lotta proletari all’organizzazione di partito per selezionare formare e agguerrire le avanguardie e le file più combattive ed accrescere la capacità di incidere e contare. Guerra a chi porta guerra.
Contro il macellamento della forza lavoro
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CONTRO IL MACELLAMENTO DELLA FORZA-LAVORO
GIOVANILE ADULTA ULTRASESSANTENNE
NEI LUOGHI DI LAVORO E SULLE STRADE (IN ITINERE)
1) Costituire in ogni luogo di lavoro e ambiente i comitati ispettivi operai, col compito di verificare le condizioni
di lavoro, il rischio e la pericolosità dell’ambiente; col potere di bloccare l’attività fino all’eliminazione
della fonte di pericolo.
2) Risarcimento rapido ed effettivo alle vittime e ai lesionati nonché ai loro familiari.
3) Creare in ogni quartiere popolare i comitati di difesa operaia con il compito di verificare le condizioni
di lavoro nelle piccole imprese del territorio; nonché l’applicazione del contratto di categoria.
4) Per salvaguardare la salute operaia e imporre un alt alla senilizzazione crescente della forza-lavoro,
esigere che l’età pensionabile sia fissata a 55 per le donne e a 57 per gli uomini sulla base di 30 anni di
contributi; nonché a 50 anni per lavori usuranti e non più di 25 anni di contributi.
5) Per contrastare l’impoverimento generale organizzare un fronte operaio per rivendicare l’aumento
del salario base almeno a 2.500 euro mensili intassabili fino alla quota del salario minimo garantito.
6) Esigere il salario minimo garantito di € 2.000 mensili intassabili, come assegno minimo per i pensionati,
per tutte le false partite iva e i falsi lavoratori autonomi; e tutti i lavoratori/ci a secco.
7) Infine, data l’alta produttività del lavoro, esigere la settimana lavorativa di 33 ore in 5 giorni nella prospettiva
di arrivare a 30 ore, con l’abolizione dello straordinario e l’introduzione di una pausa di 15 minuti
ogni ora di lavoro per tutti i lavori logoranti.
Il referendum sulla giustizia del 22-23 marzo
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Il referendum sulla giustizia del 22-23 marzo è un imbroglio!
Il governo finge di volere un giudice più celere ed efficiente;
mentre mira a soggiogare la magistratura e a calpestare la martellata costituzione.
Respingere il SÌ; non fermarsi al NO!
Insorgere contro il regime autoritario, razzista, militarista, affamatore.
Potere ai proletari
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Lotta di classe contro la violenza del governo sicuritario
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Sviluppare sistematicamente la lotta di classe contro la violenza feroce del governo sicuritario
L’imponente manifestazione di solidarietà a sostegno della manifestazione di Askatasuna
L’impiego della forza nelle manifestazioni
L’insolenza della “sinistra” democratica.
La seconda guerra americana-israeliana all'Iran
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A FIANCO DEI PROLETARI, DEI GIOVANI E DELLE DONNE RIBELLI DELL’IRAN
CONTRO LA GUERRA REAZIONARIA DEGLI IMPERIALISTI E DEI BOIA ISLAMO-CAPITALISTI
8 MARZO 2026 - Guerra sociale contro il governo Meloni
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GUERRA SOCIALE CONTRO IL GOVERNO MELONI
IL PIÙ REPRESSIVO E ANTIFEMMINILE DAL DOPOGUERRA
COSTRUIRE IL PARTITO RIVOLUZIONARIO
PER RIBALTARE IL SISTEMA CAPITALISTICO IN PIENA CRISI
SCARROZZATO NELL’ECONOMIA DI GUERRA
PER UNA REALE LIBERAZIONE FEMMINILE
E UNA SOCIETÀ DI LIBERI ED EGUALI
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